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In un papiro l’educazione sentimentale al tempo dei greci

Agosto 18, 2008

Fonte: Il Sole24ore.com, 30maggio 2008

Articolo di Aristide Malnati

Un esteso frammento di papiro, pubblicato recentemente nella prestigiosa collana dei Papiri di Ossirinco (volume LXX, numero 4762), a cura dell’Università di Oxford, rivela nuovi, preziosi elementi del romanzo greco; e dunque in buona sostanza ci riconduce ai prodromi di un genere letterario, che ha avuto una straordinaria fortuna nella letteratura mondiale moderna e contemporanea. Il nuovo frammento, databile grazie all’analisi della grafia al III secolo d. C., è parte di una copia di un romanzo più antico, di un’opera redatta da un ignoto autore verosimilmente un secolo prima, visti i modelli letterari, a cui mostra di ispirarsi. Nella sezione conservata la protagonista è una giovane fanciulla alle prime esperienze erotiche, desiderosa di ricevere in materia preziosi consigli, indispensabili per il successo della relazione, a cui la ragazza aspira. Questo è un “tòpos” letterario, un clichet tipico della letteratura erotica romanzata, che inizia con il romanzo di Nino (II sec. a. C.), ambientato nelle lussuriose corti persiane, e che ha una sorta di “akmé”, di esplosione, con le storie d’amore, scaturite dalla fantasia immaginifica di Caritone, vero e proprio fondatore del romanzo come genere della letteratura greca.
La variazione presente in questo nuovo frustolo papiraceo è l’interlocutore della ragazza: un aitante asino, a dimostrazione di una scelta audace, ma perfettamente consentanea alla sensibilità degli antichi (si pensi alla novellistica di Esopo e Fedro), per i quali gli animali erano depositari di saggezza e di ricchezza di sentimenti. L’asino nel nostro caso appare saggio suggeritore di comportamenti da adottare, ma anche ardito partner della giovane protagonista, che a lui si concede con evidenza di situazioni di erotismo grottesco: fin dall’inizio la ragazza si mosrra “infuocata” e da subito si assiste a un crescendo di una relazione esplicitamente raccontata, certamente conclusa con preziosi consigli amorosi, a tutti i livelli, garanzia di successo con il giovane, che lei ama. Il testo in questione, e in genere il romanzo d’amore tardoantico e bizantino, traggono parecchi spunti e quasi saccheggiano la letteratura classica e in particolare la lirica arcaica: l’idea di un’educazione sentimentale propedeutica a una corretta vita matrimoniale era elemento fondante della pedagogia delle “pòleis” grecoantiche; a partire da Mitilene, sull’isola di Lesbo, dove circoli di educazione sessuale (famoso è il “thìaso” di Saffo) si occupavano di formare le giovani fanciulle per farle diventare spose perfette.
Nel caso del romanzo, in parte conservato dal papiro ossirinchita, si possono riscontrare anche fonti contemporanee al suo ignoto autore; sicuramente Apuleio (“L’asino d’oro”) e Luciano di Samosata (“Lucio e l’asino”), prolifici e dissacranti figure letterarie del periodo della seconda sofistica (metà II secolo d. C.), quando venne promossa la riscoperta e anche un po’ la parodia dei periodi classico ed ellenistico, di secoli precedenti. In particolare Luciano rivalutò la figura del filosofo cinico, critico e derisorio verso i miti, a suo dire illusori, dei suoi contemporanei, e in aperta polemica con le nuove fedi (per lui “superstizioni irrazionali”), importate dall’Oriente e destinate di lì a poco ad imporsi. E i romanzieri furono qua e là influenzati da una simile congerie di elementi eterogenei, a cui cercarono di conferire fusione armoniosa nelle loro opere: spesso avendo successo, come mostra il nuovo papiro, che trovò il gradimento dei lettori un secolo dopo la stesura dell’opera originale.

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Storie dalla storia / 10 giugno 1940: l’Italia in guerra

Luglio 26, 2008


Fonte: Il Sole24ore.com, 6 giugno 2008

Articolo di Marco Innocenti

Marco Innocenti, inviato del «Sole 24 Ore» e autore di numerosi libri sugli eventi mondiali sul costume del nostro Paese, racconta i grandi fatti del passato e come l’Italia li visse.

Il 10 giugno 1940, lunedì, festa di Santa Margherita vedova, è un giorno di sole spavaldo, l’omaggio di un’estate precoce che regala 31 gradi a Milano e 26 a Roma. Molti milanesi hanno l’aria soddisfatta: il campionato di calcio si è appena concluso con la vittoria dell’Ambrosiana Inter, dopo un infuocato duello con il Bologna. Sui giornali si fa largo la foto di un ragazzo segaligno: è il ventenne Fausto Coppi, uno sconosciuto che ha vinto all’Arena il Giro d’Italia dopo avere portato fino a pochi giorni prima la gerla del fornaio e che fra qualche settimana partirà soldato.

Mussolini si prepara
Il 10 giugno di Benito Mussolini comincia davanti allo specchio, in camera da letto. Come si veste uno che sta per dichiarare guerra a mezza Europa e far scendere in campo “otto milioni di baionette”? Un cenno di fastidio, la pancia è poco fascista; poi sceglie l’uniforme di caporale d’onore della milizia, con una sahariana vistosa e pesante. Il discorso è a punto. Lo ha maturato per giorni nella sobria intimità dello studio dove da anni vive in compagnia della propria solitudine e di un’impudica erba voglio.

L’adunata
Alle 15 gli altoparlanti Marelli agli angoli delle piazze emettono le prime voci di prova. Poi l’appello all’adunata, che scuote anche la solita Roma svogliata: «Stasera, alle ore 18, dal balcone di Palazzo Venezia, Benito Mussolini parlerà al popolo italiano». Dopo le 16 la folla comincia a radunarsi… [continua]

Nota: questo articolo è presente nel sito del Sole24ore e non è una news, dovrebbe quindi rimanere nel loro archivio per un po’ di tempo.
Pubblico quindi solo la parte iniziale e il link per la lettura dell’originale.
Se e quando l’articolo non sarà più presente nel loro sito pubblicherò qui la versione completa che ho conservato.
Segnalatemi in un commento l’eventuale cancellazione della risorsa originale ;)

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Ridata la voce all’uomo di Neanderthal

Luglio 5, 2008

Fonte: La Stampa, 16 aprile 2008

Dopo 30.000 anni di silenzio i Neanderthal parlano di nuovo. Un gruppo di ricercatori guidato dall’antropologo Robert McCarthy, della Florida Atlantic University, ha ricostruito la laringe di un uomo di Neanderthal partendo dai modelli fossili rinvenuti in Francia e in Inghilterra.

Un sintetizzatore vocale ha poi simulato le vocali e le consonanti che quella laringe poteva produrre. Le conclusioni contraddicono la teoria che vuole i Neanderthal incapaci di un vero linguaggio.

Spiega il professor McCarthy: «Probabilmente avevano un linguaggio simile al nostro, certo con meno suoni, cui probabilmente corrispondeva un significato». I Neanderthal comparvero in Europa, Asia centrale e Medio Oriente 170.000 anni fa sino a circa 30.000 anni fa.

Sulla loro scomparsa la scienza ha due teorie: furono sopraffatti dall’homo sapiens che aveva un’organizzazione sociale più avanzata anche grazie a maggiori capacità di linguaggio; i tratti genetici dei Neanderthal si sono via via incrociati con quelli dell’homo sapiens. Se fosse vera questa seconda ipotesi, alcuni tratti del genoma dei Neanderthal sarebbero quindi ancora presenti nel nostro corredo genetico.

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Storie dalla storia / quando Mussolini alzò la spada dell’Islam

Giugno 29, 2008

Fonte: Il Sole24ore.com, 14 marzo 2008

Articolo di Marco Innocenti

Marco Innocenti, inviato del «Sole 24 Ore» e autore di numerosi libri sugli eventi mondiali sul costume del nostro Paese, racconta i grandi fatti del passato e come l’Italia li visse.

Negli anni Trenta l’Italia fascista vive la stagione del consenso. Mussolini dà agli italiani la coscienza, forse l’illusione, di appartenere a una grande nazione e pesca a piene mani nei loro sentimenti. Nel 1936 ha offerto a se stesso e al popolo un “posto al sole”, per poi cavalcarlo.

La missione in Libia
Il 18 marzo 1937 il duce sbarca a Tobruk dall’incrociatore Pola e inaugura la via Balbia, che attraversa tutta la costa libica. La visita dura fino al 21 e vede Mussolini percorrere la “sua” terra con l’aereo e l’auto, infaticabile anche se visibilmente appesantito.

Alle porte di Tripoli, il giorno 20, il momento più solenne. Nell’oasi di Bugara il duce appare a cavallo dalla sommità di una duna, è accolto dal triplice grido di guerra dei combattenti musulmani… [continua]

Nota: questo articolo è presente nel sito del Sole24ore e non è una news, dovrebbe quindi rimanere nel loro archivio per un po’ di tempo.
Pubblico quindi solo la parte iniziale e il link per la lettura dell’originale.
Se e quando l’articolo non sarà più presente nel loro sito pubblicherò qui la versione completa che ho conservato.
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