Archive for the ‘Scienze della Terra’ Category

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I vulcani e il destino degli oceani

novembre 12, 2008

Fonte: Le Scienze, 11 maggio 2006

Dalla loro formazione, il 10 per cento di essi sarebbe già stata assorbita
Sia pure con estrema lentezza, l’acqua deglioceani viene progressivamente assorbita dalle profondità della Terra

I fondali oceanici non sono impermeabili, né sotto di essi esiste alcuna barriera impermeabile realmente efficiente. Piano piano, dunque, il pianeta si sta “bevendo” gli oceani. È questa la conclusione di uno studio condotto da ricercatori dell’ Università di Manchester che per la prima volta ha identificato acqua di mare in campioni di gas vulcanico generato nelle profondità del mantello terrestre, la regione sottostante alla crosta che si estende fino al nucleo. Ciò suffraga la teoria secondo cui l’acqua degli oceani si infiltrerebbe lentamente negli strati sottostanti. Secondo Chris Ballentine, che firma un articolo sul numero odierno di “Nature”, “possiamo dimostrare che dall’epoca della sua formazione circa il 10 per cento degli oceani è stato assorbito all’interno del pianeta. Questo quantitativo corrisponderebbe a circa metà dell’acqua presente all’interno della Terra…
[continua]

Nota: questo articolo è presente nel sito originale e non è una news, dovrebbe quindi rimanere nel loro archivio per un po’ di tempo.
Pubblico quindi solo la parte iniziale e il link per la lettura dell’originale.
Se e quando l’articolo non sarà più presente nel loro sito pubblicherò qui la versione completa che ho conservato.
Segnalatemi in un commento l’eventuale cancellazione della risorsa originale 😉

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I vulcani abbassano il livello del mare

ottobre 25, 2008

Fonte: Le scienze, 11 novembre 2005

Eruzioni vulcaniche come quella di Pinatubo potrebbero aver contribuito a ritardare la crescita degli oceani associata ai cambiamenti climatici
L’eruzione del monte Pinatubo Il risveglio dei vulcani Vulcani ed effetto serra
Le grandi eruzioni vulcaniche possono avere un effetto così forte sul clima terrestre da far calare i livelli degli oceani su tutto il pianeta, al punto da richiedere anni prima di tornare ai valori normali. Lo afferma un gruppo di ricercatori guidato da John Church dell’Antarctic Climate and Ecosystems Cooperative Research Centre di Hobart, in Tasmania, in un articolo pubblicato sulla rivista “Nature”. Quando nel 1991 è esploso il monte Pinatubo nelle Filippine, l’eruzione ha innescato…
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Gli inaspettati ghiacciai del Cretaceo

giugno 24, 2008

Fonte: Le Scienze, 11 gennaio 2008

Per 200.000 anni fra il 50 e il 60 per cento del continente rimase coperto dai ghiacci

Gli antenati dei coccodrilli sguazzavano nelle acque delle coste lambite dal Mare Artico, mentre ai tropici le temperature delle acque superficiali toccavano i 37° C, contro gli odierni 29°C di media. Di fronte a un quadro di questo tipo, è abbastanza naturale che gli scienziati ritenessero che durante il Cretaceo, un’era particolarmente calda e caratterizzata da un intenso effetto serra, l’intero pianeta fosse completamente libero da ghiacci. Solo alcuni studiosi avevano ipotizzato che anche allora permanessero alcuni ghiacciai, basando questa supposizione sulle caratteristiche strutture di erosione rilevate su alcune rocce antartiche.

Ora uno studio condotto da André Bornemanne colleghi dell’Istituto di geofisica e geologia dell’Università di Lipsia sembra confermare l’ipotesi, arrivando addirittura a stimare che 91,2 milioni di anni fa, e per un periodo durato almeno 200.000 anni, fra il 50 e il 60 per cento dell’Antartide fosse comunque coperto da ghiacci.

Come illustrano in un articolo pubblicato sull’ultimo numero di “Science”, i ricercatori sono partiti dall’analisi di una serie di campioni di sedimenti estratti dai fondali della piattaforma di Demerara nell’Oceano Atlantico, al largo delle coste del Suriname e della Guyana francese, per identificare nei foraminiferi fossili presenti gli isotopi dell’ossigeno il cui rapporto relativo è indicativo degli effetti combinati del livello del mare e della temperatura.

Successivamente hanno confrontato questi dati con quelli ricavati da un altro “paleotermometro”, rappresentato dal tipo di lipidi presenti nelle membrane di altro organismi marini i cui cambiamenti si sanno anch’essi variare in stretta dipendenza dalla temperatura dell’acqua e dal livello del mare. Il livello del mare è a sua volta in correlazione con le dimensioni dei ghiacciai continentali. (gg)