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L’arte della guerra

ottobre 19, 2008

Fonte: Focus.it

Articolo di Giorgio Baratto

Com’è cambiata la strategia militare in 5000 anni di battaglie e guerre? Quali sono state le innovazioni tecnologiche e tattiche più brillanti? E perché ci piace giocare a fare i condottieri?
Comandanti artificiali. L’era sintetica, l’ultima fra le moltissime età della storia umana percorse da Empire Earth II. Un futuro, quello immaginato dai creatori di Empire Earth II, dove combattono robot dotati di intelligenza artificiale.

Bella, horrida bella. Guerre, orride guerre. Così la definiva Virgilio, in quello che, in latino, sembra ai nostri occhi uno strano controsenso. Eppure pare proprio che nella sua etimologia latina, la guerra nasconda quella passione, quella bellezza, appunto, che da sempre ha attratto l’essere umano.
Fortunatamente, oggi, la comunità mondiale si è resa conto, tranne qualche deprecabile eccezione, dell’inutilità e della brutalità di questa attività che da sempre ha accompagnato l’uomo. Le manifestazioni contro l’ultima guerra in Iraq, ma anche quelle contro al guerra del Vietnam, e le bandiere della pace appese ai balconi, solo per citare alcuni esempi lo dimostrano. Ma non bisogna dimenticare che la guerra, piaccia o no, fa comunque parte della storia dell’umanità.

Generali in poltrona
Se fortunatamente sono diminuiti i conflitti nella realtà, sono aumentati quelli virtuali. I wargame, i giochi di guerra, infatti, sono sempre più diffusi, sia nella loro versione digitale, i videogiochi, sia in quella tridimensionale, i vecchi cari soldatini di piombo, di quest’ultimo passatempo, nel 2004, si tenuto il campionato del mondo proprio a Roma.
Esiste, infatti, un mondo poco conosciuto, in cui stimati professionisti si sfidano giocando alla guerra, e vestendo i panni ora di Napoleone ora di Cesare standosene comodamente seduti in poltrona.

Il genio militare
I grandi condottieri del passato, Alessandro Magno, Annibale, Cesare, Gustavo Adolfo, Federico il Grande, Napoleone, Rommel, furono tutti in grado…
[continua]

Nota: questo articolo è presente nel sito di Focus e non è una news, dovrebbe quindi rimanere nel loro archivio per un po’ di tempo.
Pubblico quindi solo la parte iniziale e il link per la lettura dell’originale.
Se e quando l’articolo non sarà più presente nel loro sito pubblicherò qui la versione completa che ho conservato.
Segnalatemi in un commento l’eventuale cancellazione della risorsa originale 😉

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